La Corte Suprema Amministrativa polacca ha stabilito che i matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati legalmente in altri Stati membri dell’UE devono essere riconosciuti ai fini amministrativi e di residenza. La decisione rappresenta un passo significativo per i diritti LGBT nel Paese.
Il tribunale ha annullato il rifiuto di un’agenzia governativa di trascrivere nel registro civile polacco un certificato di matrimonio straniero di una coppia omosessuale.
Con la via legislativa bloccata, le organizzazioni per i diritti civili si sono concentrate sull’attuazione delle sentenze europee.
La pronuncia si basa su una decisione del 2025 della Corte di giustizia dell’Unione europea, che impone agli Stati membri di riconoscere i matrimoni celebrati altrove nell’UE per garantire diritti di residenza e vita familiare. Gli uffici polacchi dovranno ora adeguarsi.














