Il farmaco, venduto con il nome Yeztugo da Gilead Sciences, è una forma iniettabile di PrEP che agisce bloccando il virus a livello del rivestimento proteico, chiamato capsid. Interrompendo questo processo, il virus non può replicarsi. L’iniezione viene somministrata sottocute, solitamente nell’area addominale, e deve essere effettuata solo due volte l’anno da un operatore sanitario.
Gli studi clinici, condotti su migliaia di partecipanti in diversi Paesi, hanno mostrato una riduzione del rischio di HIV del 96%. Tra i partecipanti trattati con lenacapavir, quasi nessuna nuova infezione da HIV è stata registrata, superando così i risultati di trattamenti esistenti come la pillola quotidiana PrEP Truvada. Questa modalità di somministrazione meno frequente può anche migliorare l’aderenza alla terapia e ridurre lo stigma legato alla prevenzione dell’HIV.
Gli esperti sono entusiasti del farmaco. Il professor Carlos del Rio dell’Università Emory lo definisce “un importante passo avanti”, mentre Kevin Robert Frost di amfAR lo considera un potenziale cambiamento epocale. Sottolineano però che il successo dipenderà molto da quanto il farmaco sarà accessibile e conveniente per chi ne ha bisogno.
L’accessibilità rimane la sfida principale. Con un costo superiore a 28.000 dollari all’anno, non è chiaro se gli assicuratori negli Stati Uniti copriranno le spese, né se il farmaco sarà facilmente disponibile in altri Paesi. Frost invita Gilead e il governo americano a collaborare per creare programmi di distribuzione accessibili, in modo che il lenacapavir sia raggiungibile per tutti. Solo così questa forma innovativa di PrEP potrà davvero contribuire a ridurre l’HIV a livello mondiale.














