All’epoca, Davis fu condannata a pagare 100.000 dollari di risarcimento e 260.000 dollari di spese legali. Nella sua petizione alla Corte Suprema, invoca la libertà religiosa sancita dal Primo Emendamento, sostenendo che la sentenza Obergefell v. Hodges del 2015, che legalizzò il matrimonio tra persone dello stesso sesso a livello nazionale, fosse “gravemente errata” e debba essere rivista. Il suo avvocato definisce la decisione “finzione giuridica” e chiede alla corte di correggere questo “errore.”
È la prima volta dal 2015 che la Corte è formalmente chiamata a revocare Obergefell. Giuridicamente, Davis è considerata una delle poche persone con legittimazione ad agire. Tuttavia, molti esperti ritengono le sue possibilità scarse: i tribunali inferiori hanno già respinto i suoi ricorsi, e non è chiaro se la maggioranza dei nove giudici sia disposta a riaprire la questione.
La richiesta di Davis coincide con una più ampia campagna conservatrice per restituire ai singoli stati la decisione sui diritti matrimoniali, in modo simile all’annullamento nel 2022 del diritto nazionale all’aborto (Roe v. Wade). Nella prima metà del 2025, almeno nove stati hanno introdotto leggi o risoluzioni per minare Obergefell. Anche la Southern Baptist Convention ha recentemente approvato una risoluzione che dichiara prioritaria l’abrogazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Secondo i sondaggi, il matrimonio tra persone dello stesso sesso rimane popolare negli Stati Uniti, con il 70% degli americani favorevoli, sebbene tale percentuale sia stagnante dal 2020 e il sostegno tra i repubblicani sia in calo.
Se la Corte Suprema annullasse Obergefell, le decisioni sui diritti matrimoniali egualitari tornerebbero ai singoli stati. I matrimoni esistenti resterebbero validi grazie al Respect for Marriage Act del 2022, che garantisce il riconoscimento federale e statale delle unioni già celebrate.
La Corte, con una maggioranza conservatrice di 6 a 3, deciderà nei prossimi mesi se inserire il caso Davis nel proprio calendario; in tal caso, le udienze si terrebbero probabilmente nella primavera del 2026, con una sentenza prevista per l’estate.














